Mi chiamo Ida, sono una mamma di 34 anni.
La mia storia con Gesù inizia all’età di 4 anni, quando perdo mio padre per una leucemia fulminante che in un mese lo porta via.
Da quel giorno la mia vita e quella di mia madre e mio fratello cambia. Io divento subito grande, e inizio a prendermi cura di tutto quello che mi circonda, tranne che di me stessa.
Cresco nell’angoscia di non sapere dove fosse finito mio padre, nel terrore di non ritrovarlo più e nella speranza disillusa di un suo ritorno umano. Il mio rapporto con Dio è sempre stato caratterizzato da amore e paura, fiducia e paura. La paura di un Dio che se mi da qualcosa è perché deve togliermi qualcos’altro
Questo fino al 4 Novembre 2017. In realtà il Signore, che non mi ha mai abbandonato, nel 2004 sempre durante un ritiro su ABBA’, mi permette di incontrare la sua maestà, di iniziare un cammino di guarigione ancora in corso in cui come buon samaritano si è piegato per fasciare le mie ferite.
Al grido del predicatore che la fede non è un salto nel vuoto ma un abbandono nelle braccia di Dio mi lascio andare in Lui, ma con resistenza e paura. Il nostro rapporto sarà da quel giorno forte, ma sempre soggetto a paure, timori, angosce che mi tolgono continuamente la sua pace.
Non mi basta più che il mio Signore mi guarisca con il Suo Santo Spirito, ma voglio che il mio Signore possieda la mia vita, tutto ciò che sono. Che abiti in me per l’eternità. Facendo questo passo entra di nuovo nelle mie ferite, ma questa volta con una forza rigenerante che strappa per sempre la tristezza della morte. Mi sento ricucita, ricongiunta con mio padre terreno, non ho più nel cuore l’angoscia di saperlo chissà dove, solo. Lui è con me, io con lui, in Dio. Per sempre. Ovunque vada.
Grazie Abbà <3